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Bye Bye Baby
Ancora il corpo come luogo di trasgressione nelle manipolazioni digitali di Massimo Festi che al confine tra mito e quotidianità elabora figure patinate, icone dell'era contemporanea ambiguamente celate da maschere, filtri identitari imprescindibili. Maschere come feticci, come seconda pelle che occulta l'identità reale per strutturarne una artefatta ed indagare l'individuo attraverso gli stereotipi della cultura pop, tra manualità e tecnologia.
Roberta Vanali (dal catalogo della mostra "Bye Bye Baby", Laboratorio 168, Cagliari 2008)

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THE MIRROR IS ABOMINABLE
La riflessione verte sull’archetipo del doppio, nell’opera di Massimo Festi, che muove dall’ambivalenza della maschera nel tentativo di alterare l’identità attraverso le icone della società massmediatica. Statici e austeri, gli Eroi, decontestualizzati ed inseriti come sagome ritagliate su un fondale barocco, tendono ad evidenziare il lato oscuro dell’esistenza, tra mimetismo e suggestioni fetish al servizio di un’intensa pittura mediale.
Roberta Vanali (dal catalogo della mostra "The mirror is abominable", Galleria Studio 20, Cagliari 2006)

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