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Massimo Festi ripercorre nel suo lavoro fotografico un amarcord di felliniana memoria soprattutto nel riproporre con la metafora dei freaks, figure rese icone universali in Circus of Love. Sono figure che svelano in chiave pop una natura di alienazione, di rovina, di banalità, di estetica spinta agli eccessi, di sesso, di violenza fisica ed emotiva, di assenza totale di cultura. Ne emerge un’umanità diversa, una bellezza alternativa dove l’identità si perde in una realtà dimenticata, come uno specchio dove l’immagine riflessa non è reale, si perde nei meandri di memorie raccontate e disperse, come disperso è il nichilismo della perfezione, l’essere superuomini non paga, quello che l’immagine salva è un superamento dei generi una nuova estetica dove bellezza è sinonimo di diversità ed entrambi i concetti si fondono in un’unica parola: libertà.
Sabrina Raffaghello

(dal testo per la mostra "Dimenticare a memoria", Museo Palazzo della Commenda, Genova 2014)

massimofesti © 2014