IMPOSSIBLE LOVE

Massimo Festi - Alberto Raiteri

Rispetto alle precedenti edizioni del progetto, iniziato nel 2006 con “lo smascheratore” e nel 2007 con “Gli amori impossibili della Signora J.”, Alberto Raiteri amplia le tematiche di indagine e di lavoro. Raccoglie frammenti di esperienze che evidenzino forme corrotte e corruttibili di amore. Situazioni che rendono l’amore estremo o paradossale, fino alla negazione del medesimo. La difficoltà o l’impossibilità di amare, specialmente quando certe devianze nel comportamento umano creano, attraverso l’ossessione o la violenza, solamente un surrogato dell’amore stesso. Un’emulazione distorta e dissonante di quello che, fra tutti, dovrebbe essere il sentimento più puro.

Anche nell’opera di Massimo Festi avviene un ulteriore passo dove la maschera non serve più per nascondere ma a divenire altro da sé in maniera imposta e obbligata. Il joker è costretto a mostrare un sorriso incancellabile anche nel suo dolore di incomunicabilità e disagio, la madre negata vive un amore materno artificiale filtrato e minaccioso verso l’esterno, la geisha è condannata ad un ruolo di amante e sposa concubina mai unica e vera,. Impossibilità di amare ed essere amati tra ruoli imposti e maschere carnefici.

La performance interpretata da Daniela Desana richiama un immaginario ludico feticista, in cui prevale la componente sessuale, giocato talvolta sulla presa di coscienza identitaria e l'esposizione ossessiva di manie che si rafforzano in contrapposizione alla normale quotidianità. Attraverso rimandi ben definiti la performer tenta di ricostruire ciò che le è stato precedentemente sottratto. Si prepara all’interazione con l’altro, desiderando apparire al meglio della sua femminilità. Simbolo dell'incomunicabilità è la sua natura corporea negata dalla quale tenta di liberarsi togliendo la maschera filtro imposta e tenta di ridisegnarsi bocca, capezzoli e vagina per risvegliare in lei tutti i sensi. Ma inesorabilmente avviene la presa di coscienza finale del proprio ruolo e dei propri limiti, indossare nuovamente la maschera, tra il disagio e la frustrazione per l’ impossibilità dell’interazione, l’impossibilità di amare.

Cell63 Art Gallery, Berlino

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performance di Daniela Desana

Video Performance

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