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Is the party over? di Massimo Festi, e’ un contenitore epistemologico comprendente molti degli elementi volti a definire l’identità della nostra societa’ contemporanea.
La festa, limbo terreno, mondo intermedio, stato d’animo, condizione psichica, e’ simbolo della nuova societa’ dell’effimero nella quale viviamo e della quale siamo protagonisti troppo attivi e troppo stimolati, dove il consumismo ha democratizzato l’idea di felicita’, dove tutti ci sentiamo spesso soli.
Is the party over? diviene contesto metonimico e metaforico del nostro tempo, epoca poco contemporanea a se’ stessa, all’interno del quale noi vaghiamo ancora tra i detriti di un passato romantico, giustificando la nostra solitudine, ricercando la nostra liberta’, costruendoci la felicita’, adottando una identita’.
Con i suoi pseudo ritratti Massimo Festi incarna l’umanita’ delle “big issues” odierne creando una sorta di “commedia umana contemporanea” della quale l’artista diviene interprete sensibile.
La maggior parte di questi personaggi indossa una maschera, non piu’ per nascondersi ma per presentarsi nella loro vera identita’ come antieroi censurati che hanno smesso di credere di essere liberi, menomati nel loro non poter lasciarsi andare completamente.
Is the party over ? La festa e’ finita? E adesso?
Le questioni che ci pongono questi interrogativi divengono pretesti di riflessione sulla nostra situazione attuale, risultato di un passato appena trascorso e punto di partenza del futuro imminente.

Isabella Falbo 2006

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Provocazioni fra le nuvole
Attraverso l’utilizzo di “close ups” di volti che elabora digitalmente, Massimo Festi propone una poetica orientata verso una sorta di neo-umanesimo che indaga l’essere umano come individuo, seguendo un registro compositivo antropocentrico fatto di personaggi spesso mascherati che si stagliano bidimensionalmente su sfondi importanti.
Contenitore epistemologico comprendente molti degli elementi volti a definire l’identità del nostro qui ed ora contemporaneo, l’opera di Massimo Festi, parafrasando Richard Prince, può essere considerata “comunicazione non autorizzata” che interagisce con lo spettatore invitandolo a riflettere.
Icone statiche della società massmediatica, i suoi personaggi, non sono celebrità né miti ma appaiono come “testimonial” di tutte quelle vite dall’identità non bene definita, dell’ anticonformismo forse come reazione alla realtà di giorno in giorno più precaria e sconvolgente, della sensualità libera probabile conseguenza della deriva voyeuristica, della malleabilità dei sessi.
Presenza umane ambigue, patinate e provocanti che si muovono sul doppio registro dell’essere e dell’esserci, visualizzazioni di vizi e tendenze, rivelatrici delle identità multiple dei contemporanei.
Isabella Falbo (dal libro/catalogo della mostra "PROVOCAZIONI FRA LE NUVOLE. Arte e fumetto: nuovi dialoghi italiani", Sonetti Editore 2007)

 

massimofesti © 2007