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CIRCUS

E ho continuato ad investire le azioni quotidiane, distruggendo maschere, calpestando il perbenismo, allontanandomi dalla mediocrità dei riti, convinto che la mia feroce ricerca nella mostruosità, nascondesse l’unica bellezza per me plausibile: la nostalgia. Che non è stato scritto, ma solo accettato: l’anomalia del pregiudizio, ti vuole per intero. Sono leggi di un verbo che si tramanda, così potente da essere confermato in silenzio.

Così, cerco la gente che si vuol nascondere, attiro la loro attenzione. Mi seggo assieme alle puttane, o ai dimenticati da Dio, e tesso fili di riconoscimento. Di congiunzioni. Ascolto filippiche di santità, di credenze sopra le nostre nature, parchè è lì che risiede la letteratura che m’interessa. Mi porto agli incontri, mai con giudizio, ma cogli occhi bendati, di modo da isolare il ragionamento, per lasciare spazio al trasporto.

Eppure, è come dentro un circo, con una scenografia che non si sceglie: tutto quel dramma che s’improvvisa con leggerezza, senza ostentare equilibri, lasciando libere le difese. Che a camuffare le paure, si diventa disabili.

Solidea Ruggiero (2012)

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"Se fossi stata intera, sarebbe mancato qualcosa" di Solidea Ruggiero. Sponge ArteContemporanea (Pergola, PU)

foto di Luca Traini

massimofesti © 2012